Anche i Giovani Medici (SIGM) presenti all’incontro dei giovani con il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano

ROMA – Il Presidente della Repubblica incontra, lunedì 28 maggio, rappresentanze del mondo giovanile al Quirinale, in occasione della presentazione dell’attività dell’Osservatorio Lavoro dell’Arel (Agenzia di ricerche e legislazione) e delle proposte “per una nuova politica” contenute nel libro “Giovani senza futuro?” curato da Carlo Dell’Aringa e da Tiziano Treu. Ne da notizia il sito del Quirinale (clicca qui).

Diretta dell’evento dalle ore 11 su RaiNews24 e su Twitter dal profilo @drsilenzi

Nei giorni scorsi l’Arel ha attivato sul suo portale il forum “Le domande dei giovani” sulla loro condizione, le aspettative di lavoro, le scelte di vita delle nuove generazioni. Ad ascoltare le posizioni emerse sulle principali tematiche – tra i titoli: “Benedette donne”; “Pensionati immaginari”; “Giovani-adulti”; “L’eterno stagista”; “I primi della classe”; “L’Europa che non ho”; “La mobilità fa bene” – e a confrontarsi direttamente con i giovani, alla presenza del Capo dello Stato, saranno Carlo Dell’Aringa e Tiziano Treu, il Governatore della Banca d’Italia, Ignazio Visco, Enrico Giovannini, Presidente dell’Istat, Maurizio Ferrera, professore Ordinario di Politiche Sociali e del Lavoro presso l’Università di Milano, e Glenda Quintini, economista dell’OCSE (Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico).

Il dialogo promosso sulla rete dall’Arel sarà così approfondito – dopo l’incitamento di Palermo del Presidente Napolitano ai giovani a “scendere al più presto in campo per rinnovare la politica e la società perché l’Italia ne ha bisogno” – nell’incontro al Quirinale con rappresentanze del Forum Nazionale Giovani; dei giovani sindaci dell’Anci; delle organizzazioni giovanili Cgil, Cisl, Uil, Ugl; delle associazioni dei giovani immigrati; dei giovani di Confindustria, Confcommercio, Confartigianato, CNA, Confcooperative, Confesercenti; dei rappresentanti delle organizzazioni del Terzo settore e del volontariato; di studenti di diverse università italiane e di ricercatori CNR.

Obama per una ricerca in Medicina Open Access

Vorrei segnalarvi un video ( http://www.youtube.com/watch?v=5FoYxzPZDuw) fatto negli Stati Uniti su un’appello con il quale si chiede che i risultati di lavori scientifici finanziati da fondi pubblici siano pubblicati solo con modalità Open Access

(http://www.righttoresearch.org/learn/whyOA/index.shtml)

L’appello è stato lanciato online, vista la grande facilità con la quale grazie ad Internet si riesce a raggiungere un numero elevato di persone.

Se vogliamo promuovere l’innovazione, la ricerca e l’istruzione è fondamentale che l’accesso ai risultati nella Ricerca siano resi pubblici alle figure coinvolte in ambito medico e non solo, quali medici, ricercatori, studenti, professionisti in ambito sanitario, imprenditori, etc.. Estendere l’accesso serve anche a far si che altri progetti di ricerca vengano portati avanti e ad aumentare il ritorno sull’investimento nella ricerca scientifica.

Come potete leggere nel sito, la politica del Public Access Policy of the National Institutes of Health dimostra che tutto ciò può essere fatto senza creare alcun problema o danno nella ricerca scientifica e si esorta il Presidente Obama di agire adesso per attuare politiche di libero accesso a tutte le agenzie federali che finanziano la ricerca scientifica.

Questa petizione riguarda anche e soprattuto i pazienti in quanto sono cittadini di uno stato che li tutela e nel quale cui hanno potere decisionale. L’accesso a informazioni relative ai lavori scientifici è fondamentale per chiunque decida di interessarsi a temi riguardanti la salute, ma anche l’ambiente, energia, etc e voglia condividerlo con la comunità in cui vivono.

Visto che la Ricerca è seguita a livello internazionale e la maggior parte dei progetti sono organizzati negli Stati Uniti, se con questa petizione si ottenessero i risultati voluti questo significherebbe che anche noi in Europa ed in Italia potremo usufruirne.

Vi invito a condividere il video e la petizione nelle vostre sedi locali e con i vostri conoscenti, riflettendo sul valore della Ricerca per noi studenti in Medicina e Chirurgia e all’importanza della condivisione dei lavori scientifici con le modalità OA. La petizione può essere firmata anche da cittadini che non siano residenti negli Stati Uniti.

Qui (https://wwws.whitehouse.gov/petitions#!/petition/require-free-access-over-internet-scientific-journal-articles-arising-taxpayer-funded-research/wDX82FLQ) la petizione e qui trovate ulteriori informazioni su Open Access( http://access2research.org/)

Ivana Di Salvo

NORE – National Officer on Research Exchange 2010-2011

SISM – Segretariato Italiano Studenti in Medicina

STUDENTE DELL’ANNO? MEGLIO UN PREMIO ALL’INSEGNANTE DELL’ANNO

TANTI OTTIMI PROFESSORI SONO SCORAGGIATI DA UN SISTEMA RETRIBUTIVO, DIFESO A SPADA TRATTA DAI SINDACATI, CHE NON HA MAI FATTO DIFFERENZE DI MERITO: NON LAMENTIAMOCI SE I LAUREATI MIGLIORI VANNO A FARE ALTRO

Articolo di Andrea Ichino pubblicato sul Corriere della Sera del 27 maggio 2012

Ben venga un premio agli studenti migliori, ma ciò di cui la scuola italiana ha urgente bisogno è soprattutto premiare gli insegnanti migliori! Su questa vera emergenza, invece, il “pacchetto merito” che il Ministro Profumo proporrà al governo non dice assolutamente nulla. Strano, perché proprio lui aveva affermato di voler ridare dignità e prestigio ai Maestri con la M maiuscola: quelli che, ci diceva, il Giappone riverisce come “Sensei”.
Tanti ottimi insegnanti, soprattutto donne, che nel passato erano stati selezionati nel mondo della scuola tra i migliori laureati delle loro discipline, oggi sono scoraggiati da un sistema retributivo che a loro non ha mai riconosciuto nulla, trattandoli allo stesso modo di colleghi che molto meno di loro hanno fatto. Questi ottimi insegnati, sulle cui sole spalle si è retta la scuola italiana, se ne stanno andando in pensione, amareggiati, lasciando il posto a giovani selezionati con criteri che poco hanno a che fare con il merito. Proprio lo stesso Ministro Profumo, in altro provvedimento, ha recentemente previsto un accesso facilitato, per i precari con almeno 3 anni di servizio, al Tirocinio Formativo Attivo che dovrà selezionare i futuri docenti. Questi precari non dovranno superare gli esami selettivi imposti agli altri candidati. Ci saranno senz’altro delle persone di valore tra loro, ma la semplice attesa nelle graduatorie del passato, in cui non si entrava per merito, non ci aiuterà a identificare i migliori. Peggio: confermerà nei giovani laureati l’impressione che la scuola italiana sia un posto riservato a chi è disposto ad aspettare in coda (ossia non ha alternative attraenti nel resto del mercato del lavoro). E nel quale si fa carriera e si guadagna di più solo per anzianità non per capacità e impegno.
La sperimentazione ministeriale “Valorizza”, nel passato anno scolastico, aveva disegnato un modo per identificare e premiare gli insegnanti migliori basato sulla loro reputazione all’interno di una scuola, misurata in termini di giudizi positivi dei colleghi, delle famiglie e degli studenti. Non di una sola di queste tre componenti, ma di tutte e tre. L’idea era proprio di premiare quegli insegnanti che tutti indistintamente apprezzano. Quelli di cui gli studenti si ricordano anche dopo 40 anni. Questa sperimentazione, certamente migliorabile ma che aveva dato risultati davvero incoraggianti (e ancor più ne darebbe se il Miur si decidesse a pagare i premiati!), è stata invece affossata dal Ministro sotto la pressione dei sindacati, che vogliono mantenere il diritto di contrattare ogni elemento della retribuzione per poter dare “premi” a tutti, buoni e cattivi.
Continuiamo pure così. Ma poi non lamentiamoci se i laureati migliori andranno a fare altro, soprattutto nelle materie scientifiche, soprattutto le donne meglio preparate che oggi a differenze del passato, hanno prospettive occupazionali più attraenti con cui la scuola deve competere.
Quanto agli “studenti dell’anno”, imparare da bravi insegnanti era il più bel premio che il Ministro avrebbe potuto offrire loro: della carta dei musei (che già visitano da soli), di premi alle scuole che bocciano di meno e di università senza numero chiuso non se ne faranno molto!

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J. Ratzinger «Non cedete alla tentazione della mediocrità»

Estratti dal testo del discorso di Benedetto XVI all’incontro promosso dal Rinnovamento nello Spirito Santo. “Coltivate nell’animo desideri alti e generosi”. La citazione dal vangelo secondo Matteo: “Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia”.

“Cari amici, continuate a testimoniare la gioia della fede in Cristo, la bellezza di essere discepoli di Cristo, la potenza d’amore che il suo Vangelo sprigiona nella storia, […] Non cedete alla tentazione della mediocrità e dell’abitudine! Coltivate nell’animo desideri alti e generosi! Fate vostri i pensieri, i sentimenti, le azioni di Gesù! Sì, il Signore chiama ciascuno di voi ad essere collaboratore infaticabile del suo disegno di salvezza, che cambia i cuori; ha bisogno anche di voi per fare delle vostre famiglie, delle vostre comunità e delle vostre città, luoghi di amore e di speranza.

Nella società attuale viviamo una situazione per certi versi precaria, caratterizzata dalla insicurezza e dalla frammentarietà delle scelte. Mancano spesso validi punti di riferimento a cui ispirare la propria esistenza. Diventa, pertanto, sempre più importante costruire l’edificio della vita e il complesso delle relazioni sociali sulla roccia stabile della Parola di Dio, lasciandosi guidare dal Magistero della Chiesa. Si comprende sempre più il valore determinante dell’affermazione di Gesù, che dice: «Chiunque ascolta queste mie parole e le mette in pratica, sarà simile a un uomo saggio, che ha costruito la sua casa sulla roccia. Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa, ma essa non cadde, perché era fondata sulla roccia» (Mt 7, 24-25).

Il Signore è con noi, agisce con la forza del suo Spirito. Ci invita a crescere nella fiducia e nell’abbandono alla sua volontà, nella fedeltà alla nostra vocazione e nell’impegno a diventare adulti nella fede, nella speranza e nella carità.

Adulto, secondo il Vangelo, non è colui che non è sottoposto a nessuno e non ha bisogno di nessuno. Adulto, cioè maturo e responsabile, può essere solo colui che si fa piccolo, umile e servo davanti a Dio, e che non segue semplicemente i venti del tempo.

È necessario, perciò, formare le coscienze alla luce della Parola di Dio e così dare fermezza e vera maturità; Parola di Dio da cui trae senso e spinta ogni progetto ecclesiale e umano, anche per quanto concerne l’edificazione della città terrena (cfr Sal 127,1). Occorre rinnovare l’anima delle istituzioni e fecondare la storia con semi di vita nuova.

Oggi i credenti sono chiamati ad una convinta, sincera e credibile testimonianza di fede, strettamente unita all’impegno della carità. Per mezzo della carità, infatti, anche persone lontane o indifferenti al Messaggio del Vangelo riescono ad avvicinarsi alla verità e convertirsi all’amore misericordioso del Padre celeste.

Non stancatevi di rivolgervi verso il Cielo: il mondo ha bisogno della preghiera. Servono uomini e donne che sentano l’attrazione del Cielo nella loro vita, che facciano della lode al Signore uno stile di vita nuova. E siate cristiani gioiosi!

Copyright 2012 Libreria Editrice Vaticana tratto da Linkiesta.it

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Medici tra alcol e droghe: il prezzo da pagare per la carriera?

Doctor House
SOCIETÀ di Monica Piccini

22 maggio 2012 – 17:58Bello e sfuggente, il dottor Gianmarco B. ha 38 anni e uno sguardo da cui già a prima vista traspare difficoltà a relazionarsi con gli altri. Quando si rivolge allo psicologo del Sert di Brescia, mostra soddisfazione per aver conseguito la laurea e la specializzazione in ortopedia e traumatologia. Il percorso da studente modello comincia a sgretolarsi dopo aver vinto un concorso ed essere stato assunto dalla Croce Rossa della sua città. La cocaina lo aiuta a sostenere l’ideale iperlavorativo. Nei momenti di pausa sniffa in studio. In questo modo, non sente la fatica e può protrarre la giornata a suo piacere. Frequenta una collega, separata con figli. La relazione diventa totalizzante e a un certo punto lei lo lascia.

Non trovando conferme nell’ex compagna, il dottore le cerca nella dipendenza. Diventa aggressivo e ben presto comincia ad assumere cocaina anche durante le ore di lavoro. Durante una visita domiciliare va fuori strada con l’auto. I Carabinieri chiamati sul posto si accorgono che c’è qualcosa di sospetto nel suo atteggiamento: dopo il test antidroga, scatta il ritiro della patente e la sospensione dall’Ordine dei Medici; solo a quel punto è costretto a chiedere aiuto. Dopo aver seguito il programma di recupero del Sert, potrà avere di nuovo la patente ed essere valutato dalla Commissione medica per riprendere l’esercizio della professione.

Come lui, il 12% di chi indossa un camice bianco in Italia trova rifugio nell’alcol e nelle droghe, un “aiutino” per far fronte al sovraccarico di lavoro, al peso emotivo, alla fatica, all’eccesiva burocratizzazione della professione e all’alto tasso di conflittualità tra colleghi. Secondo il Journal of American Medical Association, la percentuale di dottori con problemi di tossicodipendenza è simile a quella della popolazione generale, ma con conseguenze professionali ben più pesanti, dal momento che un errore in sala operatoria può essere fatale per il paziente.

In Italia l’argomento è tabù. Un esperto nel campo come Riccardo Gatti, direttore del Dipartimento dipendenze patologiche della Asl di Milano, dice che «sì, il problema esiste, anche se non si hanno numeri in merito». In mancanza di dati certi, «si stima che la situazione nel nostro paese sia molto simile a quella spagnola», gli fa eco la dottoressa Paola Mora, segretario generale dell’Associazione per la difesa delle professionalità mediche. È lei l’ideatrice del ‘Progetto Helper’, sviluppato sull’esempio del programma di recupero “El Paime”, in funzione da ormai dieci anni dall’Ordine dei Medici di Barcellona.

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È vero che in Italia si fa troppa chirurgia plastica?

A cut above
Apr 23rd 2012, 11:25 by The Economist Online

Who has the most plastic surgery?

HAVING cosmetic surgery to enhance what nature gave you (or to keep her at bay) is increasingly common. In 2010 over 3.3m procedures were done in America, more than anywhere else, according to a report from the International Society of Aesthetic Plastic Surgery. These were split roughly evenly between “non-invasive” treatments, such as botox or facial peels, and “invasive” surgery. Chin implants (“chinplants”) alone rose by 71% on the previous year. But when population is accounted for, South Korea tops the list. A 2009 survey by Trend Monitor, a market-research firm, suggested that one in five women in Seoul had gone under the knife. Beauty is beheld differently in different countries, and this is reflected in the demands made on surgeons’ scalpels. There are seven times more buttock operations in Brazil than the top-25 country average, and five times more vaginal rejuvenations. In Greece, penis enlargements are performed ten times more often than the average.

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Eurozona: il momento delle scelte

“Cosa ne sarà dell’Unione europea?”, si domanda l’Economist. Secondo l’influente settimanale di economia la scelta è semplice: lo scioglimento dell’euro o un ulteriore passo verso l’integrazione, anche se solo “tecnocratica e limitata”.

Per due anni di durissima crisi i leader europei hanno evitato questa scelta. Dicono di voler mantenere intatto l’euro – fatta eccezione, forse, per la Grecia. Tuttavia i creditori del nord Europa, guidati dalla Germania, non sono disposti a pagare il prezzo della sopravvivenza della moneta unica, e i debitori del sud sono sempre più insofferenti verso gli stranieri che dicono loro cosa fare.

Se i leader europei scegliessero la fine dell’euro

le banche e le aziende del continente crollerebbero, perché non ci sarebbe più equilibrio tra attivi e passivi all’interno e all’estero. Seguirebbe una tempesta di fallimenti e processi civili, e i governi in deficit sarebbero costretti a ridurre drasticamente la spesa o a stampare valuta.

Questa è una delle ragioni per cui la rivista conclude “con riluttanza” che “le nazioni dell’eurozona dovrebbero condividere i loro fardelli”.

Salvare l’euro è la cosa giusta, e si può fare. Ma rimane un interrogativo in sospeso: i tedeschi, gli austriaci e gli olandesi si sentono abbastanza solidali con gli italiani, gli spagnoli, i portoghesi e gli irlandesi da pagare anche per loro? Siamo convinti che farlo sia anche nel loro interesse. Per i leader europei – e per Angela Merkel in paritcolare – è arrivato il momento di spingere in questa direzione.

Video dalla II Conferenza Nazionale Giovani Medici SIGM

Video dalla II Conferenza Nazionale dei Giovani Medici (Roma 19-20 Aprile 2012)

via @reteconomy Canale816Sky:

1) Intervista a Walter Mazzucco – Presidente Nazionale SIGM – ed a Andrea Silenzi (@drsilenzi) Responsabile Dipartimento @Specializzandi SIMS del SIGM

http://t.co/D3V69ALw

#specializzandi

2) Intervento sulla vita in Italia e la vita all’estero di un giovane medico Rossella Bellopede e Luca Valerio

http://www.reteconomy.it/video/buongiorno-economia/2012/maggio/21-medici-e-avvocati-ii-parte/emigrare.aspx

1 Parte

2 Parte

3 Parte

Giovani Medici (SIGM) con il Cuamm per l’African Day

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Dal 20 al 27 maggio Medici con l’Africa Cuamm ti aspetta nelle piazze di tutta Italia per una grande festa che vuole esprimere solidarietà e vicinanza nei confronti del continente amico. Durante le giornate di mobilitazione, l’African Day porterà nelle piazze centinaia di volontari e decine di eventi per rendere vero, concreto e sincero l’impegno affinché cure e attenzioni siano date a quelli che oggi sono gli ultimi della fila: insieme per dire «Prima le mamme e i bambini!»

http://www.mediciconlafrica.org/african-day-2012

Junior Medical Leaders – per una nuova formazione in Medicina!

L’adeguata comprensione della cultura manageriale e della leadership risulta ancora, troppo spesso, lontana dal percorso formativo di molti medici. Dura a morire è, infatti, l’errata percezione di molti neolaureati in Medicina e Chirurgia della dicotomia tra l’essere un clinico, focalizzato sul paziente, e l’essere gestore del budget destinato alla copertura dei costi dell’assistenza. Eppure, il solo fatto che il clinico operi in un contesto di risorse definite dovrebbe far capire che egli deve saperle anche amministrare per effettuare scelte non solo efficaci, ma soprattutto efficienti.

La Società Italiana Medici Manager (SIMM), in occasione del V Congresso Nazionale “Sistemi di Cura e Cura dei Sistemi” che si svolgerà a Roma il 14-15 Giugnop.v. ha deciso di dare l’opportunità agli studenti iscritti al Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia ed Economia e Gestione delle Aziende e dei Servizi Sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore più meritevoli la possibilità di prendere parte ai lavori congressuali e vivere la die giorni fianco a fianco dei medici leader più importanti del panorama nazionale ed internazionale.

 Il programma del Congresso è scaricabile dal sito www.medicimanager.it

 I 7 studenti di Medicina e Chirurgia ed i 5 studenti di Economia più meritevoli – (sulla base del curriculum degli studi ponderato sull’anno di corso) avranno l’iscrizione “giovani” al Congresso di € 50,00 offerta dalla SIMM e riceveranno l’iscrizione gratuita all’Area Giovani  Medici Manager della nostra Società per un anno.

Gli aspiranti dovranno inviare il proprio curriculum in formato europeo (clicca qui) entro l’8 Giugno 2012 alla Segreteria Medici Manager SIMM (e-mail:segreteria@medicimanager.it). Ai vincitori la comunicazione sarà data entro l’11 Giugno.

 In occasione del Convegno sarà assegnato, come ormai di consueto, il premio Medico Manager dell’anno intitolato al Dott. Leonardo La Pietra che quest’anno sarà assegnato al Direttore di Medici con l’Africa Cuamm Don Dante Carraro.

 I lavori congressuali si svolgeranno presso la Sala Congressi dell’hotel “Courtyard by Marriott Rome Central Park” (Via Moscati 7, Trionfale, 00168 Roma).