Italia, fai come la Germania e risparmi 55 miliardi

di Aldo Lanfranconi

Dalla spesa sanitaria a quella militare, dagli incentivi alle imprese alle spese per l’attività politico-diplomatica, il raffronto con i nostri partner europei indica molte delle correzioni da fare. Ad esempio nessuno in Europa, nemmeno la Grecia, umilia l’università come noi. I riallineamenti che si ricavano da quest’analisi avrebbero ridotto la spesa di circa 55 miliardi, più di tre punti del nostro Pil.

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Ecco come e dove ridurre la spesa pubblica in un’analisi scelta per voi da NoiseFromAmerika

da Linkiesta.it

Roma: come negare ad un detenuto il permesso di laurearsi

ROMA – A poche ore dalla discussione della tesi, gli è stata negata la possibilità di recarsi davanti alla commissione d’esame. Protagonista un detenuto del carcere di Regina Coeli. La denuncia viene dal Garante deidetenuti del Lazio Angiolo Marroni che ha definito la vicenda «incredibile e avvilente». Il detenuto si stava preparando a discutere la tesi di Laurea in lettere e filosofia – corso Dams – all’Università di Roma Tre. Ma, a poche ore dalla convocazione davanti alla Commissione di Laurea, il Magistrato di Sorveglianza ha negato la richiesta di permesso, facendo sfumare tutto. Il detenuto, 40 anni, è recluso nello storico carcere romano da oltre cinque anni e con un residuo di pena da scontare di un anno. L’uomo negli ultimi tre anni aveva sostenuto, con successo, venti esami universitari ed aveva preparato con cura la propria tesi di laurea: un’analisi dei disegni e degli scritti realizzati, all’interno dei campi di sterminio nazisti, dalle vittime della Shoah. Per discutere la tesi aveva chiesto un permesso orario per recarsi in Facoltà, forte anche dei pareri positivi espressi dalla Direzione del carcere e dal Garante dei Detenuti che, dal canto proprio, si era anche offerto di accompagnarlo alla discussione, dopo averne seguito, attraverso i suoi collaboratori, il percorso didattico. La decisione del magistrato. «Per una settimana – ha detto il Garante – la magistratura di sorveglianza, ha tenuto tutti in attesa: la famiglia, il detenuto, il nostro ufficio, la direzione del carcere, l’Università. Poi, a poche ore dalla discussione, ha deciso di respingere la richiesta di permesso facendo sfumare tutto. Alla base del diniego vi sarebbero motivi di legittimità visto che, secondo il magistrato, l’uomo sarebbe in attesa dell’esito dell’impugnazione del rigetto di un permesso richiesto lo scorso gennaio. Una vicenda discussa dai legali dell’uomo a maggio e da due mesi in attesa dell’esito. Ma la storia, secondo il Garante, è anche lo specchio della complicata situazione in cui versa il Tribunale di Sorveglianza di Roma, caratterizzata da ritardi e lentezze nel rispondere alle esigenze del sistema carcerario e, in alcuni casi, da una durezza nelle decisioni «verso chi deve scontare la pena e non merita un ulteriore grado di giudizio». «Questa vicenda – ha detto Marroni – è uno schiaffo all’impegno di tante persone che sul recupero sociale dei detenuti investono molto. Per garantire il lieto fine non sono bastate le relazioni positive di chi con quest’uomo lavora quotidianamente, nè i motivi di risocializzazione e di riscatto culturale. E, come degna conclusione, Simone ci ha ufficialmente detto di non volersi più laureare in carcere. Aspetterà di farlo fra un anno, quando sarà un uomo libero».

da Il Messaggero.it

PROGETTO GIOVANI RICERCATORI: AL VIA COLLABORAZIONE TRA MINISTERO DELLA SALUTE E GIOVANI MEDICI (SIGM)

Cari Colleghi,

giovani medici e ricercauna delegazione del SIGM è stata recentemente ricevuta dal Direttore Generale per la Ricerca sanitaria e biomedica e la vigilanza sugli enti e dai Responsabili degli Uffici della Ricerca Sanitaria del Ministero della Salute. All’ordine del giorno dell’incontro gli interventi a sostegno dell’accesso dei giovani camici bianchi Italiani alla ricerca scientifica. In tal contesto, come è noto, una delle più importanti iniziative promosse dal Ministero della Salute è rappresentata dal “Bando Giovani Ricercatori”, giunto alla quarta edizione e finalizzato all’assegnazione di ingenti risorse economiche (circa 32 milioni di euro) a giovani ricercatori under 40, a mezzo di presentazione di progetti di ricerca clinico-assistenziale e biomedica, prevalentemente di tipo traslazionale.

I delegati del SIGM hanno presentato alcune proposte migliorative del sistema di valutazione dei progetti di ricerca, sottolineando al pari la necessità di effettuare una valutazione ex post dei prodotti (pubblicazioni, brevetti, ecc.) esitati a seguito del finanziamento dei progetti.

Inoltre, sono state poste le basi per sviluppare una piattaforma comune di collaborazione tra il Ministero della Salute ed il SIGM al fine di veicolare presso i giovani medici ricercatori tutte le informazioni necessarie a comprendere il complesso sistema adottato per la valutazione dei progetti Giovani Ricercatori, oltre che per tenerli aggiornati sulle innovazioni introdotte nel sistema di valutazione e per rendere meglio fruibili le modalità di corretta strutturazione e presentazione del progetti di ricerca.

 

Giovani Medici (SIGM) – Dipartimento Ricercatori (SIMeR)

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Verona: truffa dei test di ammissioni di Medicina.

VERONA – Sei persone – tra cui un noto professore ordinario della facoltà di Medicina di Bari – sono state arrestate dalla guardia difinanza nell’indagine su presunti test pilotati di ammissione alla facoltà di medicina-odontoiatria. Nel mirino degli inquirenti ci sono anche alcuni studenti, aspiranti matricole, che hanno sostenuto tali test all’ateneo di Verona e che avrebbero pagato ben 30mila euro per avere i risultati dei test e superare così la prova. L’inchiesta della magistratura barese. Le indagini sono state avviate in seguito ai controlli compiuti il 4 settembre del 2009, nelle sedi universitarie di Napoli, Foggia e Verona. Con le accuse, contestate a vario titolo, di associazione per delinquere finalizzata alla truffa al fine di commettere reati contro la pubblica amministrazione sono finiti agli arresti domiciliari il docente ordinario di odontostomatologia dell’università di Bari Felice Roberto Grassi, di 58 anni, ritenuto il capo dell’organizzazione, Andrea Ballini, di 36, tecnico informatico della stessa università; Francesco Miglionico, 50, odontotecnico e laureando in odontoiatria, all’epoca dei fatti assessore alle Attività produttive di Altamura (Bari); Amedeo Nardi, di 52, rappresentante di prodotti per l’ortodonzia; Giacomo Cuccovillo, e Marco Magdalone, entrambi 27enni ed universitari. Altre 27 persone tra docenti e dipendenti universitari, studenti e aspiranti matricole risultano poi indagate. Gli infiltrati. Le indagini hanno visto l’utilizzo anche di alcuni infiltrati (aspiranti matricole dell’università di Napoli) che avevano il compito di fotografare il questionario. Il test ministeriale, infatti, è identico per tutti gli atenei e viene svolto lo stesso giorno in tutte le facoltà. L’università di Bari, però, dopo la precedente inchiesta del 2007, era corsa ai ripari schermando le aule dove si tenevano i test. I controlli e la “falla nel sistema”. «A Napoli, invece – spiega la procura di Bari – i controlli erano ancora, per così dire, “normali”, i giovani aspiranti dentisti e i complici dell’organizzazione nascondevano il proprio cellulare, un palmare in grado di poter fotografare in maniera leggibile il test ministeriale, allacciandolo con una fascia elastica sulla gamba. Una volta entrati nell’aula e ottenuto il questionario, senza farsi notare lo fotografavano e lo inviavano alla centrale operativa di Altamura che faceva pervenire le domande al professore che, a sua volta, forniva le risposte da trasmettere poi all’aspirante medico-dentista, che sceglieva di svolgere il test in altre sedi universitarie». La “sala operativa” della banda. Era dotata di cinque computer, cinque telefoni palmari e tre accessi internet. L’accesso a questa struttura era permesso solo a 7 persone (tra i quali i sei arrestati) che elaboravano e inviavano via internet, sugli account di posta elettronica di ciascuno dei candidati da favorire, le risposte al questionario della prova di ammissione, ricevuto via internet dai complici che stavano eseguendo la medesima prova all’università di Napoli. I test “truccati”: tre anni accademici nel mirino. Per l’intera organizzazione il giro d’affari sarebbe stato di circa 250mila euro. Per questo al professor Grassi sono stati sequestrati beni mobili e immobili per 240mila euro. Il 4 settembre 2009, nelle università di Napoli, Foggia e Verona al termine della prova d’esame alcuni candidati furono trovati in possesso di un telefonino utilizzato per ricevere le risposte. Le perquisizioni compiute dalla guardia di finanza fecero emergere la truffa. L’indagine riguarda dunque i test di ammissione ai corsi di laurea a numero chiuso in medicina e chirurgia-odontoiatria e protesi dentaria degli anni 2007/2008, 2008/2009 e 2009/2010.

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RIFLESSIONI SUL DDL SCHIRRU: TENTATIVO DI ESPROPRIAZIONE DELLE COMPETENZE SPECIFICHE DI MEDICINA GENERALE?

Una delegazione del SIGM ha recentemente incontrato l’On. Amalia Schirru, estensore del disegno di legge di “Modifica all’articolo 36 del decreto legislativo 9 novembre 2000, n.206”, che mirerebbe a riconoscere d’ufficio l’attestato in formazione specifica per la Medicina Generale ai medici che hanno effettuato 3200 ore nella continuità assistenziale o nelle sostituzioni dei medici di medicina generale. Nel corso dell’incontr, i delegati del SIGM hanno espresso la loro contrarietà a tale iniziativa legislativa, sottolineando sia l’insostenibilità tecnica della stessa, alla luce della vigente normativa comunitaria che ha introdotto per gli Stati europei l’obbligo di istituire un corso di Formazione Specifica in Medicina Generale (Direttiva della CE 86/457), oltre che l’inopportunità della stessa, in un periodo storico in cui invece è di strategica importanza puntare sul potenziamento del territorio, sull’appropriatezza prescrittiva, sull’istituzione delle AFT e UCCP e, soprattutto, sull’innalzamento della qualità della formazione dei medici che hanno scelto di lavorare nelle Cure Primarie e che oggi più che mai richiede un percorso formativo specifico ed adeguatamente professionalizzante. Su questo punto il nostro Segretariato ha assunto da sempre una posizione chiara e trasparente, sintetizzabile nel manifesto della Mobilitazione Nazionale del 15 maggio 2012 (http://www.giovanemedico.it/images/docs/manifesto15maggio.pdf), iniziativa che dopo anni di colpevole letargo ha riportato all’attenzione delle Istituzioni, del Legislatore e della Professione, l’annoso problema della non adeguata formazione dei futuri medici di famiglia e del mancato riconoscimento di uno status dignitoso ai corsisti in formazione specifica.

Se da un lato il disegno di legge in questione appare ai più come un tentativo di sanatoria volto ad espropriare la specificità e le competenze della formazione di medicina generale, a seguito di una valutazione più attenta, tale iniziativa potrebbe parimenti essere interpretata quale un atto di provocazione nei confronti di un sistema che ha ampiamente disatteso tanto la programmazione del fabbisogno di medici da formare (la FNOMCeO stima che in meno di un decennio il 62% dei Medici di Medicina Generale attualmente in attività andrà in quiescenza), quanto la mission formativa della figura centrale del SSN, costretta in atteggiamenti e dinamiche non più attuali come ad esempio essere ricondotta per gli aspetti organizzativi e gestionali all’accordo collettivo nazionale. E le responsabilità dell’attuale stato delle cose sono sotto gli occhi di tutti. Sono serviti ben 6 anni, dal 2006 al 2012, affinchè l’Osservatorio Nazionale della Formazione specifica di Medicina Generale esitasse una propria proposta del percorso di formazione specifica di medicina generale, ma il frutto di tale lavoro giace inapplicato. Adesso è stata annunciata l’istituzione di un tavolo tecnico per lo studio di proposte migliorative della condizione del corsista di medicina generale, ma l’atteggiamento prevalente continua ad essere quello di fare annunci, proclami ed iniziative cosmetiche, che hanno più il sapore di voler mettere una bandierina sulla categoria dei giovani medici in formazione di medicina generale, piuttosto che affrontare e risolvere le criticità, con quella velocità che invece si converrebbe per recuperare gli anni perduti e per stare al passo col cambiamento repentino del mondo circostante.

Alla luce delle predette considerazioni, il Dipartimento di Formazione di Medicina Generale del SIGM (SIMeG) auspica che l’On. Schirru ritiri il richiamato disegno di legge, al fine di non dare adito a quanti si sono resi responsabili dell’attuale stato delle cose di distrarre nella sterile polemica l’attenzione della categoria.

Il SIMeG rivolge un appello ai Parlamentari di tutti gli schieramenti politici, ed in particolare a quanti si sono presentati in piazza Montecitorio nel corso della manifestazione nazionale del 15 maggio 2012, per una piena assunzione di responsabilità nel senso di intraprendere un iter legislativo di riforma e di rilancio del sistema della formazione specifica di medicina generale, nonchè di valorizzazione del ruolo dei giovani medici corsisti di medicina generale, anche attraverso il riconoscimento dello status di contrattisti in formazione, al pari di quanto già avviene per i medici in formazione specialistica.  Sebbene gli effetti di lungo periodo dell’attuale crisi economico-finanziaria internazionale impongano delle scelte nette ed impopolari in termini di razionalizzazione e revisione della spesa, con particolare riferimento al capitolo della sanità, un indifferibile investimento sulla formazione dei futuri Medici di Famiglia apporterebbe notevoli vantaggi a tutto il Sistema Salute, sia contribuendo all’innalzamento della qualità delle Cure Primarie sia contenendo il pericolo della crescita incontrollata della spesa sanitaria conseguente al crescente carico di malattie cronico-degenerative, che soltanto nel territorio, ed in particolare nel sistema integrato socio-sanitario e nella continuità delle cure, potrebbe trovare una via alternativa al prossimo collasso del SSN.

Giovani Medici (SIGM) – Dip. Medicina Generale SIMeG

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“I vaccini sono i farmaci più sicuri. Giusto informarsi, ma attenti ai farabutti”

Walter Ricciardi dirige il dipartimento di Sanità pubblica al Gemelli di Roma: “Tra gli antivaccinalisti c’è anche chi non è in buona fede. Per questo invito le mamme a cercare informazioni su siti sicuri”. Ma l’obbligo vaccinale è effettivo? “Sì, anche se il nostro è un Paese a maglie larghe”

Walter Ricciardi

“La maggior parte degli antivaccinalisti irriducibili è in buona fede, ma ci sono anche i farabutti”. Walter Ricciardi, direttore del dipartimento di Sanità pubblica del policlinico Gemelli di Roma, non ha dubbi sulla bontà delle vaccinazioni pediatriche: “Questi farmaci sono i più testati e per produrli vengono adottate le tecnologie più sicure. In ogni caso i genitori hanno il diritto di sapere tutto sui vaccini che vengono iniettati ai loro figli. Devono però informarsi da autorità competenti e non solo in Rete, dove si leggono anche tesi prive di fondamento che seminano terrore”.

L’Italia è tra i pochi paesi in Europa in cui la vaccinazione è un obbligo di legge e non una scelta. Eppure ci sono molte vie di fuga. Perché?
Dal punto di vista strettamente giuridico esiste ancora l’obbligo per quattro vaccini (difterite, tetano, poliomelite, epatite b). Ma l’Italia è un paese restio agli obblighi. Dal punto di vista formale i bambini che non vengono vaccinati non potrebbero nemmeno essere iscritti a scuola. Eppure l’applicazione delle restrizioni è “a maglie larghe”. Nel 2008 è nato l’esperimento-pilota del Veneto, che ha ottenuto una sospensione dell’obbligo: l’obiettivo, in sostanza è convincere le mamme con un’informazione corretta e non costringerle attraverso una fredda lettera di convocazione. E i risultati arrivano, visto che non si è registrato un calo sostanziale dei vaccinati. Certo, il timore di un allargamento della deroga anche alle altre regioni esiste: gli enti investiranno adeguatamente sulle campagne informative? Se l’obbligo cessasse senza investimenti da parte degli enti sarebbe un dramma.

Perché se l’obbligo riguarda quattro vaccini, i bambini vengono convocati per iniettarne sei, con il vaccino esavalente?
Le vaccinazioni che abbiamo a disposizione sono tutte importanti. Malattie come il morbillo, grazie ai vaccini, non dilagano più. Ma non sono certo scomparse. Inoltre è utile limitare il numero delle visite alle Asl evitando di dover “bucare” più volte i bambini. Le voci secondo cui si tratta di un’imposizione delle case farmaceutiche sono false, anche se non bisogna nascondere che l’esavalente permette certamente allo Stato di risparmiare. In ogni caso è possibile richiedere i vaccini singoli e modificare, con i medici preposti, il piano vaccinale.

Un’altra accusa al sistema sanitario è quella di informare poco sulle controindicazioni dei vaccini.
L’informazione è fondamentale e deve essere fatta meglio. Certo chi è contrario ai vaccini riesce a essere convincente, ma spesso pubblica affermazioni non provate scientificamente. I vaccini sono le tecnologie più sicure e più testate. Anche quelli combinati, come l’esavalente, sotto accusa perché inietta una decina di antigeni insieme. Ma quando un bambino gioca in spiaggia ne riceve migliaia. Ed è bene così. La fortificazione naturale del sistema immunitario va incentivata, perché non ci sono stimolazioni naturali in grado di far rispondere a certe malattie.

Perché il piano del ministero prevede le vaccinazioni a tre mesi di vita? Alcuni medici obbiettano che sia meglio attendere che il sistema immunitario sia più strutturato.
Evidenze scientifiche provano che è proprio quando i bambini sono in una fase evolutiva c’è la necessità di vaccinare. E la stimolazione data dall’esavalente è certamente più indicata rispetto a singole iniezioni.

Cosa pensa di chi sceglie di non vaccinare i propri figli?
E’ impensabile avere l’approvazione del 100% della popolazione. C’è sicuramente una minima percentuale di “antivaccinalisti irriducibili” che non sono convincibili. Se sono in pace con se stessi e lo fanno con onestà intellettuale, fanno bene a continuare la loro battaglia. Ma basta cercare online per trovare anche tanti farabutti, che sostengono quella causa per puro tornaconto personale: avvocati che invogliano a fare causa e in qualche caso, anche medici. Alle mamme che vivono lo stress di una scelta difficile dico: informatevi veramente, ma fatelo parlando con il personale e consultando siti ufficiali e garantiti.

A proposito di cause e avvocati, come commenta sentenze (come quella recente del tribunale di Rimini) che associano il vaccino del morbillo all’insorgenza di patologie gravi come l’autismo?
Penso tutto il male possibile dei giudici che decidono senza avere il supporto della prova scientifica. Quando si cede all’emozione, si fa cattiva giurisprudenza e pessima informazione. E’ inaccettabile.

da il Fatto Quotidiano

GIOVANI MEDICI: Milano. Ordine dei medici attiva ‘sportello’ dedicato ai neo laureati

Verranno offerte gratuitamente consulenze su sbocchi professionali, primi passi nella professione e indicazioni di vario genere. Lo sportello è attivo il martedì dalle 14 alle 16. Per prendere appuntamento si può chiamare lo 02.864711 o mandare una mail a info@omceomi.it.

17 LUG – Consapevoli delle difficoltà che i neo-laureati incontrano all’inizio della loro carriera professionale, il Consiglio dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Milano ha deciso l’attivazione di uno “sportello” dedicato ai Giovani Medici. “Per un Ordine sempre più vicino alle esigenze dei giovani colleghi”, ha commentato Martino Trapani, specialista in Igiene e Sanità Pubblica a cui sarà affidata in via principale tale consulenza.

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I giovani medici sono coloro che risentono più di altri della crisi contingente e che, con grande difficoltà, riescono ad entrare nel mondo del lavoro, con tutte le conseguenze del caso: incertezze nella sfera privata, mancanza di progettualità e crescita professionale, problemi nella maturazione della pensione. Si è deciso per questo di offrire consulenze gratuite su sbocchi professionali, primi passi nella professione, contratti di formazione, assunzioni, tematiche amministrative, diritti e doveri, etc.

Lo “sportello” si affianca agli altri servizi già offerti dall’Ordine dei Medici di Milano agli iscritti, giovani e non: uno “sportello” di consulenza legale, uno di consulenza fiscale, uno dedicato alle pari opportunità e a Colleghe in gravidanza e puerperio, uno dedicato alla Continuità Assistenziale nonché uffici e Consiglieri esperti in tematiche Enpam e previdenziali in genere, in tematiche proprie della Dirigenza Medica o della Medicina Convenzionata.

Lo sportello dei Giovani Medici è attivo il martedì dalle 14,00 alle 16,00. Come per gli altri servizi offerti dall’Ordine di Milano, gli iscritti dovranno chiedere un appuntamento chiamando allo 02.86.47.11 o mandando un e-mail: info@omceomi.it.
Ricordiamo che la sede dell’ Ordine dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri è a Milano in Via Lanzone n. 31.

Città della Salute. Balduzzi: Torino dovrà aspettare

Lo ha detto ieri il ministro intervenendo in un dibattito organizzato nella città piemontese nell’ambito della festa Progett’Azione. Balduzzi ha detto che se ne riparlerà “quando la Regione ci presenterà il progetto”. L’assessore Monferino ammette: “È vero, mancano ancora alcuni dettagli”.

16 LUG – Per il momento la città della Salute di Torino dovrà aspettare. Cosa? Che la regione presenti il progetto. A dirlo ieri è stato il ministro della Salute Balduzzi partecipando ad un dibattito nel corso della festa Progett’Azione componente critica del Pdl piemontese. Del dibattito ne dà notizia il quotidiano “la Repubblica” che riferisce le parole del ministro secondo il quale di soldi per la Città della salute di Torino se ne riparlerà “quando la Regione ci presenterà il progetto. Per ora nell’elenco dei progetti definitivi quello del Piemonte non c’è”.

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Affermazione confermata dall’assessore regionale Paolo Monferino che ammette: “E’ vero, mancano ancora alcuni dettagli. Il progetto definitivo non c’è ancora”.

Monferino ha dunque illustrato il calendario dei lavori “per ottenere i fondi – ha detto – abbiamo dovuto presentare ai ministeri un libro molto dettagliato con tutte le caratteristiche del progetto. Questo è successo a marzo. Il ministero della Salute e quello dell’Economia ci hanno risposto chiedendo alcuni chiarimenti e alcune modifiche. Noi stiamo terminando quei chiarimenti ed entro fine luglio, dopo una nuova riunione tecnica, saremo in grado di presentare il progetto. Che diventerà definitivo quando avrà superato, come spero, l’esame di uno speciale nucleo di valutazione”.

Per il momento dunque è tutto rimandato. Prevedibilmente in autunno ma per quella data i soldi – è stato chiesto al ministro – ci saranno ancora? Cauto su questo Balduzzi “Dire oggi se ci saranno i soldi tra qualche mese è davvero arduo. Non siamo in tempi facili. Quel che posso dire è che ora siamo impegnati a finanziare i progetti già definitivi e tra questi quello del Piemonte non c’è. Certamente lo valuteremo quando entrerà nell’elenco”.

Ma perché il Piemonte è in ritardo? Monferino ha spiegato che uno dei motivi dei tempi lunghi è nel fatto che il ministero vuole vederci chiaro sui costi: “Ci hanno chiesto di chiarire quale parte dell’impegno finanziario è coperta da operazioni di project financing e come faremo a raggiungere l’obiettivo”.

E il ministro Balduzzi è intervenuto in soccorso dell’assessore aggiungendo “l’iter è lungo perché le questioni sono complesse. Non ha senso dire che una regione arriva prima o un’altra è in ritardo. I tempi sono quelli che sono necessari”.

da QuotidianoSanità

Enpam. Alberto Oliveti eletto presidente con 96 voti su 106: “La Fondazione è solida”

“Continuerò a lavorare perché lo sia sempre di più e cercherò di essere aperto a ogni contributo”. Eletto vicepresidente vicario della Fondazione nel luglio 2010 (con 92 voti), Oliveti ha guidato in questi anni il processo di riforma dell’Ente.

14 LUG – “Vi ringrazio tutti. Cercherò di fare del mio meglio e cercherò di essere aperto a ogni contributo. La Fondazione Enpam è solida e continuerò a lavorare perché lo sia sempre di più”. Alberto Oliveti ringrazia con poche parole il Consiglio nazionale dell’Enpam che oggi lo ha eletto presidente della Fondazione.

La chiusura del seggio elettorale è avvenuta alle 12.30, orario previsto dalla convocazione, dopo che gran parte della mattinata era trascorsa nell’attesa dell’unico assente, il presidente Omceo di Latina Giovanni Maria Righetti.

Dei 106 aventi diritto al voto, dunque, i votanti sono stati 105: 96 si sono espressi a favore di Alberto Oliveti, 1 voto è stato espresso per Roberto Lala e 8 sono state le schede bianche. D’altra parte, la nomina di Oliveti era largamente attesa: eletto vicepresidente vicario della Fondazione nel luglio 2010 (con 92 voti), Oliveti ha guidato in questi anni il processo di riforma dell’Ente, messo a punto anche con il contributo di Mario Monti nella sua vesti di esperto di finanza.

La riforma, approvata dal CdA dell’Ente nel marzo scorso, prevede un progressivo innalzamento dell’età di pensionamento, una revisione delle procedure d’investimento e uno snellimento dei costi della Fondazione, rispondendo alla norma introdotta con l’ultima manovra economica, che chiede agli Enti previdenziali di garantire il proprio equilibrio economico in una prospettiva di 50 anni. La riforma, per entrare in vigore, è in attesa del parere dei ministeri vigilanti, ovvero Lavoro, Economia e Salute.

COSA CAMBIA PER I GIOVANI MEDICI CON L’ENTRATA IN VIGORE DELLA RIFORMA FORNERO (LEGGE 92/2012): INCREMENTO ALIQUOTA CONTRIBUTIVA INPS: È VENUTO IL MOMENTO DI FARE CHIAREZZA!

Negli ultimi giorni si sono diffuse notizie confuse e contraddittorie circa l’interessamento della categoria dei giovani medici in formazione specialistica dall’aumento contributivo per i lavoratori iscritti alla Gestione separata dell’INPS, motivo per il quale proviamo a fare un po’ di chiarezza.

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Entra in vigore il 18 luglio (almeno per alcune parti) la legge 92/2012 (ribattezzata Riforma Fornero), la riforma del mercato del lavoro fortemente voluta dal governo tecnico in carica anche a seguito della richiesta di riforme strutturali avanzata all’Italia dagli altri stati membri dell’UE. Si tratta della terza di una serie di interventi che dovevano essere strutturali e risolutivi, ma che si inseguono, modificandosi, da tre lustri: il “Pacchetto Treu” (legge n. 196 del 1997), la “Legge Biagi” (legge n. 30 del 2003), e ora la “Riforma Fornero”.

In effetti la riforma dispone in maniera progressiva l’aumento contributivo per tutti i lavoratori iscritti alla Gestione separata dell’INPS[1] (e quindi anche i medici specializzandi), fino a raggiungere l’aliquota del 24% a decorrere dall’anno 2018. (si tratta di una modifica all’articolo 2 comma 57 della Riforma Fornero del mercato del lavoro).

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